Intercettazioni: editori e opposizione contro il ddl

21 maggio 2010
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Sit-in del popolo viola a Roma. Usa: strumento necessario. Alfano: nessun limite contro reati


21 maggio, 22:10

(di Alberto Mario Pagano)

ROMA - Editori e opposizione, tutti contro il ddl sulle intercettazioni all’esame della commissione giustizia del Senato. Da Luca Cordero di Montezemolo al Pd, dalla Fieg all’Idv e alla Federazione della Sinistra. Nel giorno in cui interviene perfino il sottosegretario del dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti Lanny A. Brauer, che invita l’Italia a non privarsi di ”uno strumento essenziale per le indagini” contro la mafia, il ‘popolo del web’ organizza un sit-in di protesta ”contro il bavaglio” a piazza Montecitorio. E fanno sentire le proprie opinioni anche esponenti delle forze dell’ordine. Preoccupati per le sanzioni previste dal disegno di legge sono gli editori: secondo la Fieg, le multe ”non hanno vera giustificazione, se non quella di esercitare pressione sugli editori che in molti casi rischiano la stessa sopravvivenza”. Il presidente Carlo Malinconico rileva che si tratta di ”un ulteriore intervento penalizzante per la categoria, gia’ duramente colpita dalle recenti iniziative normative”. Contro il bavaglio si schiera anche Luca Cordero di Montezemolo: ”Io condivido la linea degli editori”, annuncia il presidente della Ferrari, che aggiunge: ”Ho visto anche come un editore serio, importante e innovativo come Sky segnali un’anomalia rispetto agli altri paesi europei”. L’opposizione si prepara a condurre una dura battaglia parlamentare. Secondo il Pd, di fronte a norme del genere, ”e’ doverosa ogni pratica ostruzionistica”. Il segretario Pier Luigi Bersani, parlando del ddl del governo durante la relazione di apertura dell’assemblea dei Democratici, ha invitato il partito ad ”assumere pienamente” la questione morale, ”combattendo innanzitutto perche’ non diventi impossibile illuminare i fatti di malversazione e di corruzione”. Secondo Bersani ”la giusta esigenza di eliminare l’abuso delle intercettazioni e la loro conseguente diffusione” si sta ”ribaltando in norme che danneggiano gravemente le indagini e mettono un bavaglio all’informazione sconosciuto ad ogni Paese democratico”. ”Una dittatura da terzo millennio”: cosi’ Leoluca Orlando, dell’Idv, definisce il ”regime” che potrebbe nascere dall’ approvazione del provvedimento. Una dittatura che oggi, spiega, non si presenterebbe ”con passo militare e la camicia bruna di Hitler o con il saluto romano e camicia nera di Mussolini”, ma che porterebbe lo stesso alla fine della liberta’ di informazione. Perplessita’ e timori vengono anche dall’interno del Pdl. ”Serve una riflessione interna al Popolo delle liberta’ e alla maggioranza – interviene il finiano Italo Bocchino – per evitare le multe salate nei confronti degli editori che non hanno responsabilita’ di quello che i giornalisti scrivono”. Dubbi anche dal capo della Polizia Antonio Manganelli: ”Le intercettazioni – osserva – sono uno degli strumenti a disposizione degli investigatori; se si intende ridurle o regolarle diversamente deve esserci la possibilita’ di far ricorso ad altri strumenti. E in Italia oggi non c’e’ un complesso di altri strumenti a cui far ricorso, come per esempio negli Usa”.

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